Il cavallo è stato un protagonista silenzioso ma indispensabile della storia dell’Uomo, sebbene sia stato utilizzato soprattutto per scopi militari, questo animale ha contribuito anche a rendere più leggero il lavoro e l’allevamento.
Se la doma western è la monta da lavoro più conosciuta, grazie alle innumerevoli pellicole ambientate nel Selvaggio West, esistono molti altri stili nati per adattarsi a specifici terreni e contesti.

Monta Buttera

I pastori della Maremma, tra il Lazio e la Toscana, lavoravano in un territorio paludoso e difficile, perciò svilupparono uno stile che si adattasse all’ambiente.
Utilizzavano una sella ampia e comoda, che garantiva molta stabilità sul terreno impervio ed assecondava i movimenti del Maremmano, un cavallo forte e resistente, ma dal carattere ombroso.
Oggi solo pochissimi pastori praticano ancora l’allevamento tradizionali, le mandrie libere sono ormai una rarità, tuttavia la monta buttera ha saputo adattarsi e, come la monta western, viene praticata a livello amatoria e sportivo.

Monta Vaquera

Nelle pianure dell’Andalusia i vaqueros dovevano occuparsi delle mandrie di tori, che venivano lasciati pascolare liberamente.
Il cavallo doveva rispondere velocemente ai comandi del cavaliere, mantenendosi allo stesso tempo calmo e tranquillo, per riuscire a seguire movimenti e bizze dei tori senza spaventarsi o ferirsi.

Monta Australiana

I cowboy australiani, chiamati Yakaroo, negli ultimi secoli si sono specializzati nella cura sia di greggi di pecore che di mandrie di bovini. Le immense pianure interne dell’Australia sono un ambiente ostico in cui vivere e lavorare, inoltre gli immensi spazi richiedono di stare a cavallo per molte ore, i mandriani, perciò, hanno modificato la tradizionale sella inglese per renderla più stabile e sicura.
La tipica sella australiana ha imbottiture pesanti, un seggio profondo, e due sporgenze laterali dell’arcione che garantiscono maggiore spabilità.