Il salto ad ostacoli è una gara che prevede il superamento di una serie di ostacoli fisici, diversi per difficoltà e conformazione. Sebbene sia una disciplina olimpica relativamente recente, introdotta ufficialmente solo nel 1912, è in realtà una delle prove di abilità più antiche. Superare gli ostacoli, naturali o artificiali, era fondamentale sia in guerra che nella caccia.
La competizione prevede che il cavallo compia un percorso preciso, superando da 6 a 13 ostacoli di altezza variabile in un periodo di tempo limitato. Ogni volta che un ostacolo viene abbattuto, superato parzialmente o evitato, il cavaliere viene penalizzato.

Le cartteristiche degli ostacoli variano a seconda della categoria, generalmente si dividono tra ostacoli verticali e larghi. I primi, detti anche ostacoli dritti, sono formati solo da elementi verticali, come la staccionata, il cancello, il muro, alti tra i 60 cm ed i 2 metri.
Gli ostacoli larghi sono formati da elementi con altezze diverse e prevedo quindi che il cavallo compia un salto più complesso, sia in altezza che larghezza. Gli ostacoli larghi sono detti oxer quando tra i due elementi verticali ci sono piante e siepi.

Per praticare il salto ad ostacoli il cavallo deve avere una forma fisica perfetta, poiché questa disciplina prevede grande precisione nel movimento, ma anche il cavaliere deve essere nella migliore situazione psicofisica, pertanto una corretta e attenta preparazione atletica per entrambi è fondamentale.

Secondo la Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) le gare di salto in categoria in base all’età:

  • Giovanissimi, bambini, di ambo i sessi, tra 4 e 11 anni
  • Children, ragazzi, di ambo i sessi tra i 12 e i 14 anni
  • Juniores, ragazzi, di ambo i sessi tra i 14 e i 18 anni
  • Young Riders, giovano, di ambo i sessi tra i 16 e i 21 anni
  • Seniores,  cavalieri, di ambo i sessi a partire dal 19 anni
  • Amazzoni, donne dai 19 anni
  • Veterani, dai 45 anni per le donne e dai 49 per gli uomini

Divisa da gara

Per partecipare ad una gara di salto ad ostacoli è richiesta una divisa molto specifica, anche una piccola variante può comportare l’esclusione del fantino.
In particolare il cosiddetto abbigliamento da monta inglese prevede l’uso di giacca nera, blu o grigio scuro , camicia bianca, pantaloni elastici beige o bianchi, cravatta per i cavalieri e plastron per le amazzoni, stivali neri e cappello. Se si utilizza la giacca rossa, i pantaloni devono essere bianchi o bianco avorio.

Tra maggio e settembre, il comitato organizzatore può autorizzare l’uso delle divise estive, formata da una polo,  bianca o dei colori del circolo, oppure da una camicia con collo alla coreana per le amazzoni. L’uso del giubbino impermeabile al posto della giacca in caso di pioggia deve essere approvato dal comitato.